gastronomia in romagna

Un tour gastronomico in Romagna

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Cucina

La Romagna è unita amministrativamente all’Emilia, ma mai confondere un simpatico e bonario emiliano, con un sanguigno romagnolo. E anche a tavola le tradizioni, pur unite da mille aspetti, presentano molte originalità. Tra l’altro è impossibile non parlare della Romagna in modo autonomo, visto che è la patria di Pellegrino Artusi, l’inventore, potremmo dire, della cucina di tradizione italiana con il suo libro di ricette “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene”.

In Romagna il vino non è il bonario e allegro Lambrusco, ma il forte e pregiato Sangiovese, vitigno che troviamo in tutta l’Italia Centrale e che qui trova un habitat eccellente. Un vino, che a indicare l’animo ribelle dei romagnoli, ha un consorzio di tutela che si ispira al Passator Cortese, bandito locale con fama di difensore dei poveri: una specie di Robin Hood dell’Appennino. I salumi anche qui producono ottimi prodotti e anche qui ci sono le paste ripiene, di carne, di ricotta, di formaggio. E a proposito di formaggi in Romagna c’è la tradizione di invecchiare il pecorino in specifiche fosse, che gli danno un sapore e un profumo particolari. E in Romagna troviamo anche un olio, rarità da questa parte dell’Appennino, profumato e delicato, l’olio di Brisighella.

Ma la regione affaccia sul mare e quindi alla cucina di mare si ispira. Pensiamo a Comacchio, quasi sul delta del Po e vicino, per via di mare, a Venezia. Qui ci sono allevamenti di anguille, pregiato prodotto del luogo.

Ma la Romagna è famosa per un prodotto che si è diffuso ovunque: la piadina, sfoglia di pasta di pane che si usa appunto come pane a tavola, o farcito. Da provare assolutamente con il prosciutto o meglio con il formaggio locale, dal bellissimo nome di squacquerone, un formaggio dolce che si spalma e che su una piadina calda (anche se qui preferiscono dire “piada”) rende al massimo.