Matera in Basilicata

Visitare la Basilicata tra terra e mare

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Turismo

È una strana regione la Basilicata: una delle terre più montuose d’Italia, ma bagnata da due mari, sia lo Ionio che il Tirreno.  Attraversata da quattro fiumi, che sfociano tutti nel Tirreno, ma fiumi definiti “polverosi” da Sinisgalli, uno dei poeti più importanti della regione. Dal nome “Basilicata”, ma i cui abitanti sono chiamati “lucani”, anche se la Lucania storica è più ampia della regione, e così i lucani abitano anche la Campania (Atena Lucana e Vallo della Lucania, sono in provincia di Salerno). Tra le regioni d’Italia più ricche di archeologia, ma senza un’identità tale che la renda nota per questa sua caratteristica. Povera, ma con la più grande fabbrica del Sud, la Fiat di Melfi. Legata a un passato che sembra non scorrere mai, ma terra del petrolio italiano, che arricchisce la Val d’Agri, senza arricchire realmente i suoi abitanti.

Ci sono molti motivi per cui la Basilicata maturi una vocazione turistica adeguata, le risorse sono di alto livello, ma faticano ancora a diventare attrattive, come insegnano i manuali di marketing turistico. Ma una svolta che potrebbe diventare epocale c’è: Matera è stata nominata capitale europea della cultura, e questo porterà risorse sulla città, ma anche una notorietà e una fama che possono segnare davvero definitivamente la fama non solo della Città dei Sassi, ma anche dell’intera regione.

Parlando di risorse si deve partire perciò proprio da Matera, già patrimonio dell’Unesco per l’unicità del suo patrimonio urbano: una città costruita nella pietra, un insediamento antichissimo (si risale inevitabilmente all’età della pietra) che è rimasto attivo per millenni. Ricco, peraltro, di chiese e palazzi con alto interesse artistico. Un luogo che ha affascinato non solo visitatori e turisti, ma anche grandi registi, a partire da Pasolini che ci ambientò il suo Vangelo secondo Matteo, per finire a un’altra ambientazione gerosolimitana, quella di Mel Gibson nella Passione di Cristo. Matera fiorirà ulteriormente nella sua veste di capitale europea della cultura e proietterà la sua fama su tutta la Regione.

Che però, solo per parlare dei beni culturali, ha molte altre carte da giocare. L’archeologia, innanzitutto. Nel Museo Regionale di Potenza, di recente allestimento e di moderna concezione, si può avere un’idea della diverse civiltà che hanno riempito tutti i siti regionali di resti, di reperti, di monumenti. Le popolazioni italiche hanno vissuto nelle zone interne e hanno lasciato una serie di reperti di grandissimo interesse: di una di esse esiste la ricostruzione della tomba della principessa bambina, con straordinari e preziosi reperti dell’VIII secolo, tra cui una bambola della povera bimba sepolta. Siamo nell’epoca di Omero e già in Lucania fioriva la civiltà del bronzo. Ci sono poi i resti della Magna Grecia, con grandi ritrovamenti ellenici nelle sedi di Metaponto (che merita comunque una visita per i templi e il bel museo), e di Policoro. E poi i Lucani, la popolazione sannitica che ha dato il nome alla regione. E per finire i romani, che occuparono l’area sconfiggendo i Lucani, che hanno lasciato testimonianze di grande interesse. Dunque mille e più anni di storia, ben documentati nel capoluogo regionale, che non presenta grandissimi elementi di altro interesse (i tanti terremoti che hanno colpito Potenza, ne hanno compromesso le testimonianze) se non la posizione sulla collina che domina la valle del Basento. Ma poco lontano da Potenza, si può visitare su una collina dirimpettaia l’antica capotale dei Lucani, a Vaglio di Basilicata. Una città circondata da una cinta muraria di più di due chilometri, interamente conservata e con un abitato che è stato scavato solo nella parte superiore.

Ma la Basilicata offre anche importanti bellezze naturali, ad esempio un Parco Naturale di grande bellezza e molto esteso, il Parco del Pollino, che offre possibilità di passeggiate tra i boschi e escursioni sulle cime da cui si possono vedere i due mari, lo Ionio e il Tirreno, oltre che il simbolo del parco, il raro pino loricato. E il tutto in un ambiente anche umano integro, abitato dagli eredi degli antichi lucani.

E le due coste presentano motivi di fascino, la tirrena rocciosa, con le bellezze di Maratea, perla del turismo balneare, che offre una costa paragonabile per bellezza e panorami alla Costiera Amalfitana. E la costa sabbiosa di Metaponto, così ricca, tra l’altro, di reminiscenze greche.

E poi c’è Monticchio con i suoi laghi nati del doppio cratere del vulcano, nelle cui acque si specchiano boschi di faggi. E tanti altri sono i boschi che ricoprano ampi tratti della regione.

C’è poi la cucina, povera di origine, ma ricca di sapori, con salumi e formaggi di eccellenza, primi piatti basati su pasta fatta in casa (strascinati, fusilli, orecchiette), capretti e agnelli di alto livello.

L’ospitalità della gente è grande, timida e ritrosa come per tutte le genti di montagna, ma sincera e generosa. La Basilicata merita sicuramente un viaggio.